{"id":1858,"date":"2015-11-02T13:29:11","date_gmt":"2015-11-02T12:29:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.european-arachnology.org\/wdp\/?p=1858"},"modified":"2015-11-02T16:03:53","modified_gmt":"2015-11-02T15:03:53","slug":"spider-of-the-year-2012-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/?p=1858","title":{"rendered":"Spider of the year 2012 \u2013 IT"},"content":{"rendered":"<h4>Il Ragno Europeo dell\u2019anno 2012<\/h4>\n<p>Il grande ragno delle grotte \u2013 <em>Meta menardi<\/em> (Latreille, 1804)<\/p>\n<p>Il ragno dell\u2019anno 2012 si presenta con una serie di novit\u00e0 rispetto agli anni passati: una famiglia diversa, un habitat peculiare ed un doppio riconoscimento ufficiale. <i>Meta menardi<\/i> appartiene alla famiglia dei Tetragnathidae, vive in ambienti sotterranei ed \u00e8 stata recentemente insignita dalla societ\u00e0 tedesca di speleologia \u201cAnimale cavernicolo dell\u2019anno\u201d (<a href=\"http:\/\/www.hoehlentier.de\/\" target=\"_blank\">www.hoehlentier.de<\/a>).<\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine: il grande ragno delle grotte (come al solito in italiano non esiste una traduzione del nome volgare, passatemi questa!) \u00e8 una delle 955 specie di Tetragnathidae presenti al mondo. A livello Europeo sono note 29 specie\u00a0 di Tetragnathidae di cui la quasi totalit\u00e0 sono presenti in area mediterranea e soltanto 19 in Europa centrale.<\/p>\n<p><i>Meta menardi<\/i> \u00e8 una specie ad ampia distribuzione che si ritrova in cavit\u00e0 sotterranee in tutto il Paleartico, con l\u2019eccezione del Giappone. In Europa si ritrova perlopi\u00f9 in grotte e altri anfratti in aree montane. \u00c8 frequente in ambienti sotterranei, come grotte, cantine, miniere o nelle fessure aperte tra grandi massi, in ambienti con livello medio di umidit\u00e0 e temperature costanti comprese tra i 7 e i 12\u00b0C. Grotte con troppa umidit\u00e0 sono in genere evitate.<\/p>\n<p>Le dimensioni di questo ragno variano tra 11 e 13 mm nei maschi e tra 14 e 17 nelle femmine. La colorazione \u00e8 generalmente scura, il cefalotorace \u00e8 bruno-rossiccio e l\u2019addome \u00e8 gialliccio o bruno con due grandi macchie che possono ricordare vagamente un teschio. La colorazione degli arti \u00e8 annulata. La specie si pu\u00f2 confondere con Metellina merianae (Scopoli, 1763), che \u00e8 pi\u00f9 piccolo e presenta una colorazione grigiastra. Nonostante le dimensioni pi\u00f9 piccole, quest\u2019ultima specie tesse per\u00f2 tele pi\u00f9 grandi, con pi\u00f9 fili radiali e pi\u00f9 fili di cattura (motivo per cui preda facilmente insetti volatori anche di dimensioni maggiori delle sue). Un&#8217;altra specie con cui \u00e8 possibile confondere il ragno dell\u2019anno \u00e8 <i>Meta bourneti<\/i> Simon, 1922 che presenta addome bruno chiaro-gailliccio, \u00e8 pi\u00f9 grande e presenta, almeno nel Nord Italia, popolazioni estremamente isolate, in grotte decisamente pi\u00f9 secche e pi\u00f9 calde (sopra i 12\u00b0C). La specie \u00e8 invece ampiamente segnalata in Italia meridionale (si tratta di una specie tipicamente mediterranea).<\/p>\n<p>In grotta si possono ritrovare anche molte altre specie di ragni che presentano adattamenti pi\u00f9 spinti alla vita sotterranea (ad esempio minore pigmentazione e assenza di occhi). In genere per\u00f2 queste sono di dimensioni molto pi\u00f9 ridotte e sono molto meno \u201cappariscenti\u201d dei tessitori orbicolari come <i>Meta<\/i> e <i>Metellina<\/i>.<\/p>\n<p>Almeno per l\u2019Europa Centrale, l\u2019accoppiamento di <i>Meta menardi<\/i> avviene generalmente in estate. Subito dopo l\u2019accoppiamento, tra luglio e Agosto la femmina tesse un ovisacco (cocoon) di 2-3 cm di diametro che viene appeso al soffitto della grotta in aree ventilate. Il cocoon contiene circa 200-300 uova, che la femmina sorveglia per circa due o tre mesi. Dopo la fine di Agosto la tela che costituisce il cocoon tende a degenerare e i piccoli ragni all\u2019interno diventano visibili in trasparenza. I piccoli rimangono nell\u2019ovisacco fino alla primavera successiva e, dopo l\u2019uscita dall\u2019ovisacco si dirigono verso le aperture della cavit\u00e0, zone in cui sono ritrovabili per alcune settimane dopo la schiusa. Da qui alcuni piccoli rimangono nella grotta dove sono nati, mentre altri, seguendo la luce, si dirigono all\u2019esterno, dove, tramite ballooning, vanno a colonizzare altre grotte vicine, assicurando cos\u00ec sia il mantenimento della popolazione che la sua dispersione. A differenza di molte specie europee, che vivono in genere un solo anno, i ragni di questa specie possono vivere fino a due o tre anni.<\/p>\n<p>La tela che costituisce il cocoon di <i>Meta menardi<\/i> \u00e8 stata recentemente oggetto di un\u2019interessante ricerca nata dalla collaborazione tra l\u2019Universit\u00e0 e il Politecnico di Torino. Prove sperimentali condotte sulla tela di alcuni cocoon raccolti direttamente nel loro ambiente d\u2019origine hanno dimostrato propriet\u00e0 meccaniche straordinarie in termini di resistenza e di allungamento. Tali propriet\u00e0 sono state messe in relazione con la reale funzione di questo tipo di tela, che, svolge un\u2019azione di protezione sia dall\u2019eventuale attacco di parassiti sia da sbalzi termici.<\/p>\n<p>La piccola tela di <i>Meta menardi<\/i> (20-30 cm di diametro, struttura orbicolare con il centro aperto) \u00e8 piuttosto rudimentale e raramente \u00e8 usata per catturare le prede. Gli adulti preferiscono passare la maggior parte del tempo sulle pareti della grotta, dove possono cacciare attivamente isopodi, centopiedi, coleotteri, millepiedi, farfalle notturne o altri piccoli animali, comprese le piccole chiocciole di grotta. Questo comportamento predatorio \u201canomalo\u201d rispetto a quello di un classico ragno tessitore, pu\u00f2 essere inteso come un adattamento comportamentale alla vita in grotta.<\/p>\n<p>Insieme al riconoscimento fornito dalla societ\u00e0 speleologica tedesca, la European Society of Arachnology ha eletto <i>Meta menardi<\/i> \u201cragno dell\u2019anno 2012\u201d, sottolineando la necessit\u00e0 di collaborazione tra i gruppi speleologici e il mondo scientifico.<\/p>\n<p>In piena sintonia con quanto succede in Germania, anche in Italia il sodalizio tra speleologia e biologia \u00e8 forte. Recentemente sono stati pubblicati diversi articoli che legano biologia e grotte, come le recenti scoperte sulle propriet\u00e0 della tela del neo-eletto ragno dell\u2019anno, la pubblicazione di un\u2019intera monografia dedicata agli Aracnidi sotterranei delle Alpi Occidentali e l\u2019avvio di un ampio progetto di studio interdisciplinare sulle grotte del Piemonte, coordinato dall\u2019Universit\u00e0 di Torino.<\/p>\n<p>Tenete gli occhi aperti la prossima volta che visitate una grotta: il ragno dell\u2019anno potrebbe essere vicinissimo a voi!<\/p>\n<p>Christoph H\u00f6rweg &amp; Marco Isaia<\/p>\n<h4>Contatti Italia<\/h4>\n<p>Dr. Marco Isaia, Lab. di Ecologia &#8211; Ecosistemi terrestri, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, Universit\u00e0 di Torino, Via Accademia Albertina, 13 &#8211; 10123 Torino<br \/>\ne-mail: marco.isaiaunito.it<br \/>\nhttp:\/\/www.personalweb.unito.it\/marco.isaia\/<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Ragno Europeo dell\u2019anno 2012<\/p>\n<p>Il grande ragno delle grotte \u2013 <em>Meta menardi<\/em> (Latreille, 1804)<\/p>\n<p>Il ragno dell\u2019anno 2012 si presenta con una serie di novit\u00e0 rispetto agli anni passati: una famiglia diversa, un habitat peculiare ed un doppio riconoscimento ufficiale.<\/p>\n<p><span class=\"ellipsis\">&hellip;<\/span><\/p>\n<div class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/?p=1858\">Read more &#8250;<\/a><\/div>\n<p><!-- end of .read-more --><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[98],"tags":[],"class_list":["post-1858","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-spider_of_the_year_2012"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1858","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1858"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1858\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1859,"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1858\/revisions\/1859"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1858"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1858"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1858"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}