{"id":3006,"date":"2020-01-19T20:09:54","date_gmt":"2020-01-19T19:09:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.european-arachnology.org\/wdp\/?p=3006"},"modified":"2020-03-15T11:14:58","modified_gmt":"2020-03-15T10:14:58","slug":"spider-of-the-year-2020-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/?p=3006","title":{"rendered":"Spider of the year 2020 &#8211; IT"},"content":{"rendered":"<h4>Ragno dell\u2019anno 2020<\/h4>\n<p><em>Dolomedes fimbriatus<\/em> (Clerck, 1757)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><strong>Generalit\u00e0<\/strong><\/h5>\n<p>Il ragno pesacatore, <em>Dolomedes fimbriatus <\/em>(Clerck, 1757), appartiene alla famiglia dei Pisauridi, che al mondo comprende 356 specie, di cui 7 in Europa.Il genere Dolomedes in Europa \u00e8 rappresentato da due specie: <em>D. fimbriatus<\/em> e <em>D. plantarius<\/em> (Clerck, 1757).<\/p>\n<p>Il ragno pescatore ha distribuzione paleartica. In Europa si ritrova principalmente in ambienti umidi planiziali e collinari, con alcuni isolati ritrovamenti in Austria intorno ai 1200 metri.<\/p>\n<p>La specie pu\u00f2 essere localmente abbondante ma, a causa delle forti modifiche a cui sono soggetti gli ambienti che occupa \u00e8 diventato progressivamente pi\u00f9 raro, sebbene attualmente non sia considerato in pericolo di estinzione. Di certo i cambiamenti climatici e gli effetti che questi avranno sul suo habitat elettivo rappresentano due possibili fattori di minaccia per la persistenza delle popolazioni nel prossimo futuro.<\/p>\n<p>Con una lunghezza del corpo di 15-22 mm nelle femmine e 10-13 mm nei maschi, il ragno pescatore \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi ragni europei. Il corpo appare particolarmente robusto e tozzo. La colorazione di base va dal giallo-marrone al marrone-nerastro (nei giovani assume toni verdastri) e i lati del corpo presentano una striscia pallida che generalmente si estende lungo entrambi i lati del cefalotorace e si prolunga nell&#8217;addome. Tuttavia queste bande chiare non sono sempre presenti.<\/p>\n<p>Il ragno pescatore caccia le sue prede tendendo agguati, senza usare la ragnatela. L\u2019habitat elettivo \u00e8 rappresentato dalle sponde dei corpi idrici d\u2019acqua ferma o lenta, brughiere, prati umidi, foreste ripariali o boschi umidi come gli acero tiglio frassineti e i carpineti. <em>D. fimbriatus<\/em> \u00e8 in grado di muoversi abilmente sulla superficie dell&#8217;acqua, grazie allo spesso strato di setole idrofobiche presenti sul corpo. Sfruttando la tensione superficiale infatti il ragno si posiziona sull\u2019acqua, nascosto tra la vegetazione in attesa di insetti, girini o anche piccoli pesci. Lo stesso strato di setole idrofobiche gli permette inoltre di immergersi completamente sott&#8217;acqua, ad esempio quando si sente in pericolo o quando deve catturare una preda. Durante l&#8217;immersione si forma una bolla d&#8217;aria intorno al corpo, che svanisce quando torna in superficie e lascia il ragno completamente asciutto.<\/p>\n<p>L&#8217;accoppiamento avviene di solito a maggio o giugno e in genere dalla fine di giugno ha luogo la deposizione delle uova. Successivamente la femmina tesse un bozzolo di circa 1 cm di diametro (contenente fino a 1000 uova) che trasporter\u00e0 con s\u00e9 in tutti i suoi spostamenti, fino alla schiusa. A differenza dei ragni lupo, che attaccano il bozzolo alle filiere, nel caso del ragno pescatore il bozzolo viene trasportato attaccato ai cheliceri. Poco prima della schiusa, il bozzolo viene appeso nella vegetazione vicino al bordo dell&#8217;acqua, riparato da un fitto intrico di fili di seta e custodito con attenzione dalla femmina. In seguito possono avvenire altre deposizioni con un numero ridotto di uova e dimensioni del bozzolo pi\u00f9 piccole. Lo sviluppo dei ragni fino allo stadio adulto richiede apparentemente due anni. Di solito i giovani svernano come subadulti e si avvicinano alla maturit\u00e0 in primavera.<\/p>\n<p><em>Dolomedes fimbriatus<\/em> \u00e8 presente per quasi tutto l&#8217;anno. In genere le femmine sono pi\u00f9 facilmente osservabili da marzo a ottobre. Il periodo di attivit\u00e0 dei maschi si estende grosso modo da maggio fino ad agosto.<\/p>\n<p>In Europa esiste un\u2019altra specie di ragno pescatore, <em>Dolomedes plantarius<\/em>, con un aspetto, dimensioni e habitat molto simili. Le differenze sono sottili, la maggior parte degli individui non presentano le strisce lungo i fianchi del corpo, le dimensioni sono leggermente maggiori (maschi 10-16 mm, femmine 13-20 mm) e l\u2019habitat di elezione \u00e8 pi\u00f9 prettamente acquatico, rappresentato ad esempio dai canneti al bordo dei grandi laghi.<em>, D. plantarius <\/em>\u00e8 legato pi\u00f9 strettamente all&#8217;acqua rispetto a <em>D. fimbriatus<\/em>, e ha bisogno di rive soleggiate e aperte per la riproduzione. Questa specie si ritrova principalmente da aprile ad agosto, e la femmina anche fino a settembre. In genere, questa specie \u00e8 molto pi\u00f9 rara della precedente. Purtroppo le differenze tra le due specie sono troppo sottili per identificarle direttamente in campo, come spesso accade per i ragni, l&#8217;identificazione definitiva \u00e8 possibile soltanto dall\u2019esame dei caratteri genitali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5>Perch\u00e9 il ragno pescatore \u00e8 stato scelto come ragno europeo dell&#8217;anno?<\/h5>\n<p>Ci sono diversi motivi per cui abbiamo scelto questa specie come ragno dell\u2019anno. Innanzitutto si tratta di un ragno facilmente osservabile in natura, date le dimensioni e l\u2019habitat facilmente accessibile. Inoltre, questa specie richiama l\u2019attenzione sulla difficile condizione in cui versano gli habitat umidi, sempre pi\u00f9 minacciati dalle attivit\u00e0 umane, inclusi i cambiamenti climatici. In particolare i ragni pescatori sono minacciati dai lavori di costruzione sulle rive, dalla rimozione dei canneti e delle ninfee, dall\u2019inaridimento delle brughiere e dei prati umidi e, pi\u00f9 in generale dall\u2019alterazione delle zone umide.<\/p>\n<p>Con questa scelta ci proponiamo quindi, non solo di rendere meno impopolare un gruppo di artropodi estremamente affascinante come i ragni, ma cerchiamo di sensibilizzare il pubblico verso il tema della conservazione delle aree umide, che svolgono importantissime funzioni ecosistemiche e albergano comunit\u00e0 biologiche ricchissime in termini di specie.<\/p>\n<p>Il &#8220;ragno europeo dell&#8217;anno&#8221; \u00e8 stato scelto da 83 aracnologi di 26 paesi europei. Il coordinamento \u00e8 a cura del Museo di storia naturale di Vienna, insieme all&#8217;Arachnologische Gesellschaft (AraGes) e alla European Society of Arachnology (ESA).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Christoph H\u00f6rweg &amp; Marco Isaia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ragno dell\u2019anno 2020<\/p>\n<p><em>Dolomedes fimbriatus<\/em> (Clerck, 1757)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Generalit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Il ragno pesacatore, <em>Dolomedes fimbriatus <\/em>(Clerck, 1757), appartiene alla famiglia dei Pisauridi, che al mondo comprende 356 specie,<\/p>\n<p><span class=\"ellipsis\">&hellip;<\/span><\/p>\n<div class=\"read-more\"><a href=\"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/?p=3006\">Read more &#8250;<\/a><\/div>\n<p><!-- end of .read-more --><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[114],"tags":[],"class_list":["post-3006","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-spider_of_the_year_2020"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3006","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3006"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3006\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3055,"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3006\/revisions\/3055"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3006"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3006"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/european-arachnology.org\/esa\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3006"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}